Anche per il 2017 il contributo di soggiorno viene riconfermato in molti Comuni italiani per hotel, b&b, campeggi, ma soprattutto per le case vacanze e le locazioni turistiche.

La tassa di soggiorno trova la sua introduzione con la legge del 3 marzo 2011, in attuazione dell’art. 4 DL 14 marzo 2011, la quale ha previsto, per i Comuni a vocazione turistica, la possibilità di introdurre nel proprio territorio un imposta che oscilli tra € 1,00 e € 7,00 al giorno per turista.

Imposta di Soggiorno 2017 come va applicata? 

Ciascun Comune sarà libero di regolamentare a proprio piacere, sia la durata dei giorni, che l’importo massimo in base alle strutture ricettive elencate nel proprio regolamento. Inoltre ai Comuni spettano anche l’individuazione e le modalità di riscossione per le strutture ricettive in questione.

Ad esempio il Comune di Firenze ha approfondito meglio la tematica relativa alle cosiddette case vacanze e agli affitti turistici a breve termine, specificando meglio le modalità di riscossione e i mezzi per attuarla.

 

Tassa di soggiorno fuori campo IVA 

Il gestore della struttura ricettiva, di fronte al turista pagante dovrà emettere regolare ricevuta indicando l’importo nel suo intero o potrà inserire l’importo dell’imposta di soggiorno direttamente all’interno della fattura specificando per questa voce il “Fuori Campo IVA”.

 

Obblighi dei gestori per la tassa di soggiorno

 

I gestori delle strutture ricettive, nei Comuni in cui è stata deliberata la suddetta imposta, hanno i seguenti obblighi:

  • Informare i propri ospiti dell’esistenza dell’imposta e delle relative esenzioni specificandolo in appositi spazi;
  • Dichiarare mensilmente, entro e non oltre il 15 del mese successivo, la lista dei soggetti pernottanti, il numero di giorni e conservare le rispettive ricevute di pagamento;
  • Per coloro i quali richiedano l’esenzione dovranno conservare copia di tale richiesta per almeno 5 anni;
  • Conservare anche le copie di omesso pagamento, per i turisti che si sono rifiutati di versarla;
  • Provvedere al pagamento di quanto riscosso, riversando presso le casse comunali secondo i sistemi di pagamento autorizzati dal proprio Comune ed entro i termini stabiliti;

 

Si ricorda inoltre che, da recente sentenza, i gestori delle attività ricettive sono considerati a tutti gli effetti agenti contabili, incaricati di un pubblico servizio, e pertanto l’evasione dell’imposta di soggiorno  rileverebbe penalmente come peculato.