Il turismo esperienziale, l’importanza dei valori umani e il ruolo del territorio

Praticare yoga all’interno della più grande grotta termale d’Europa, fare il giro del mondo in 80 giorni, spedizioni nel deserto e trekking nella giungla, ma anche una tipica degustazione di vini con la possibilità di imparare i segreti della vendemmia, così cambia lo scenario turistico.

Come cambia il criterio di scelta

Il cliente di nuova generazione è un cliente attivo, ecco che si parla di turismo esperienziale e customizzato. Cambia il concetto di viaggio e turismo e si passa da un turismo concepito come evasione e relax ad un turismo più esclusivo ed esigente.

Se prima il criterio di scelta della vacanze era la destinazione oggi sono le esperienze offerte dalla struttura a indirizzare il cliente verso una scelta definitiva. Creare un’esperienza unica e personalizzata diventa il successo di una struttura. Non si parla più di semplice offerta turistica, ma di una reale offerta esperienziale. La vacanza diventa una reale esperienza di vita, di conoscenza e sperimentazione del territorio.

Cosa vuole il turista?

Il viaggiatore vuole immergersi nel contesto del territorio e poter conoscere la cultura del luogo. L’Italia è uno di quei paesi che grazie alla ricchezza di storia, tradizioni e paesaggi si presta benissimo ad un’offerta di turismo esperienziale. L’offerta è variegata e può spaziare dalle cooking class, alla degustazione di prodotti tipici, al turismo naturalistico e religioso.

Non è più il turismo del cosa offriamo ma del cosa riusciamo a far vivere al turista, quindi un’offerta turistica che nasce dal connubio tra valori umani e ricchezze territoriali. Il turista vuole conoscere e sperimentare, vuole sentirsi parte del territorio, vuole essere integrato nella cultura del luogo.

Cosa offrire

Ci sono diverse tipologie di turismo esperienziale e non tutti i viaggiatori necessariamente cercano il brivido e la vacanza estrema. Ciò che fa la differenza sono i valori umani, riuscire a far vivere un’esperienza “friendly” così che il turista possa sentirsi parte del territorio e imparare qualcosa dalla sua vacanza. Al cliente che si reca in Sicilia si potrà offrire un corso di cucina che gli permetterà di imparare a fare gli arancini, prodotto tipico ed unico dello street food dell’isola, come al turista che si reca a Bologna si potrà far vivere l’esperienza della preparazione del tortellino fatto a mano. Al turismo enologico, oltre che alla semplice degustazione, potrà essere legata l’offerta di coinvolgere il turista nella procedura di produzione del vino. Insomma, non solo il giro del mondo in 80 giorni.

Identificare il target

Tutte queste “esperienze” sono dirette ad un target di clientela che non si accontenta più della vacanza standardizzata, ma che cerca una vacanza esaltante e un’esperienza unica da vivere. Differenziare l’offerta e creare un prodotto unico allontanandosi dal concetto che il pacchetto turistico sia semplicemente costituito dai servizi offerti dall’hotel è la chiave per un’offerta vincente. Da qui anche l’esigenza di conoscere e proteggere l’identità turistica del proprio territorio, e di individuare correttamente il proprio target così da garantire un’esperienza unica ed indimenticabile, costruita intorno alle esigenze dell’ospite e all’offerta del territorio.

Il ruolo del territorio e il brand comune

Occorre far vivere all’ospite un’esperienza unica legata al territorio. Un ruolo importante a tal fine è dato dalla comunità locale, una comunità con una maggiore sensibilità al valore del territorio. Nasce così una strategia di marketing territoriale, un brand unico del territorio, un territorio che si racconta e promuove le proprie eccellenze e che accoglie il desiderio di interscambio fra ospiti e collettività. Da qui l’importanza di un’azione comune da parte del territorio e di tutta la collettività. Non è più sufficiente l’azione delle singole strutture, occorre un’unione di forze al fine di promuovere il bene e valorizzare l’offerta turistica globale. Un’ esempio di eccellenza resta sempre la Riviera Romagnola, dove gli operatori, oltre ad aver sempre saputo agire per il bene della comunità facendo squadra, sono riusciti a mantenere integra l’identità turistica del territorio. Occorre pertanto un lavoro congiunto tra Regioni ed operatori turistici.